Abc: Le esche artificiali pt.1


Ciao pescatori e appassionati di mare, ho pensato di parlarvi di esche artificiali nel primo articolo; in particolare delle terminologie spesso utilizzate per indicare certi aspetti tecnici e costruttivi; per poi entrare in ulteriori dettagli e particolari, parlando delle varie tipologie di esche nei prossimi articoli e video.
Non vi è mai capitato, specialmente quando sei da poco in questo mondo; di andare in confusione sentendo parlare delle varie tipologie di esche artificiali e di certi aspetti tecnici costruttivi come armature passanti e non, rolling, wobbling ecc???
Questo articolo servirà proprio a far chiarezza per tutti i neofiti della pesca con le esche artificiali in mare e perchè no?!? magari servirà anche a chi pratica questa tipologia di pesca da tempo.

Iniziamo dai materiali con cui generalmente vengono costruiti i body delle esche artificiali da pesca; resina, legno, metallo, piombo o gomma siliconica, anche se nel mercato Giapponese; negli ultimi anni stanno nascendo esche ibride costruite in più materiali.
L’armatura delle esche, generalmente può essere in due diversi modi; passante, ovvero che l’armatura inizia da un estremità, per esempio inizia dalla testa, fuoriuscendo dal corpo per creare gli i punti di attacco per le ancorette; finendo in coda così da strutturarla in un unico pezzo. Questo tipo di armatura generalmente è utilizzata per le esche dedicate ad un pesca un pò gravosa, anche se alcune aziende la utilizzano anche per esche dedicate ad approcci non proprio pesanti, inoltre è utilizzata da moltissimi costruttori handmade.
Mentre quando l’armatura non è passante, generalmente è costruita utilizzando dei (permettetemi di chiamarli così) gancetti a forma di “8” o anche formati da un occhiello con con le due estremità aperte simili alla lettera Greca omega Ω; questi gancetti fanno tenuta sul materiale con cui è stata costruita l’esca all’interno di alloggiamenti creati ad hoc nel body dell’esca; inutile dire che se il materiale del body dell’esca è fragile e non di qualità la tenuta di questi gancetti sarà bassissima.
La differenza sostanziale tra le due tipologie di armatura è che in caso di pesce in canna e di rottura del corpo dell’esca (caso per certi versi raro ma che può capitare); con l’armatura passante si riuscirà a combattere il pesce mentre con gli i gancetti a forma di 8 o Ω il pesce verrà perso non essendoci alcuna connessione tra il punto di connessione dell’esca tramite moschettoncino e il punto in cui c’è l’ancoretta che tiene il pesce allamato.
Altro caso un po meno raro, è che l’armatura non passante, se sottoposta a forte trazione possa iniziare a “ciottolare” nella propria sede, per poi arrivare a cedere in alcuni casi.
Se ti stai preoccupando per questa cosa appena letta, stai tranquillo… gli standard attuali di costruzione sono molti alti (parlando di esche di aziende serie); garantendo enorme affidabilità alle esche costruite con armatura a forma di 8 ed Ω; che sono anche le tipologie di armature piu utilizzate per la maggior parte delle esche da pesca che utilizziamo ne nostri mari.

La tipologia dei pesi delle esche sono due, mobili e fissi.
Nel primo caso, durante la fase di lancio, i pesi che posso essere biglie di metallo o pistoncini, si spostano all’interno dell’esca verso la coda; una volta toccata l’acqua, alla prima jerkata i pesi si spostano nuovamente verso la testa dell’esca; posizionandosi in modo tale da consentire all’esca di mantenere il nuoto e l’assetto voluto dal costruttore o dal designer dell’azienda.
I pesi fissi invece, come dice il nome stesso, non hanno possibilità di muoversi; c’è anche da dire che per certe tipologie di esche non c’è proprio la possibilità di utilizzare pesi mobili mentre per altre tipologie; pur avendone la possibilità non avrebbe alcun senso (costruttivamente parlando) adottare questo sistema.

Spesso avrai anche sentito parlare di rattling, si tratta di una o piu biglie metalliche situate all’interno di una camera nell’esca artificiale.
Con il movimento dell’esca, queste biglie si muoveranno creando rumore e quindi producendo ulteriori vibrazioni; oltre a questo potrebbe servire anche come peso per mantenere l’esca in assetto e consentirle di avere il nuoto voluto dal costruttore o dal designer.
Le esche che non sono dotate di rattling sono invece “silenziose” e non munite di tale sistema.

Ovviamente il movimento dell’esca è una cosa molto importante, eccoci quindi a parlare del rolling e del wobbling.
Il rolling è semplicemente il movimento che l’artificiale fa durante il recupero lungo il suo asse longitudinale; detto in parole piu semplici, supponiamo di vedere l’esca frontalmente, il rolling è quel rollio che che esegue l’artificiale da destra a sinistra e viceversa.
Il wobbling invece è il movimento che l’artificiale fa durante il recupero sull’asse verticale “scodinzolando” nella parte posteriore.
Questi movimenti sono influenzati da diversi fattori; come la tipologia e la dimensione della paletta, la tipologia di recupero, il punto in cui sono stati posizionati i pesi e dalla forma dell’esca.

L’ultima ed importante parte di questo articolo è dedicata all’azione delle esche, generalmente troveremo sette tipologie di azioni.
Supponiamo di star recuperando la nostra e dopo una jerkata facciamo uno stop, in questo caso, in base all’azione accadrebbe questo:

Floating: durante la pausa, l’artificiale essendo galleggiante tenderà a salire verso il pelo dell’acqua.
Slow floating: durante la pausa, l’artificiale tenderà a salire verso il pelo dell’acqua come fosse floating, ma in modo piu lento.
Suspending: durante la pausa, l’artificiale avendo un assetto neutro, rimarrà a quella profondità, senza salire ne scendere.
Sinking: durante la pausa, l’artificiale essendo affondante tenderà a scendere verso il fondo.
Slow sinking: durante la pausa, l’artificiale tenderà a scendere verso il fondo come fosse sinking, ma in modo piu lento.
Fast sinking:  durante la pausa, l’artificiale tenderà a scendere verso il fondo come fosse sinking, ma in modo molto piu veloce
Inoltre esistono anche esche top water, che lavorano sopra o appena sotto il pelo dell’acqua.

Spero che questo articolo possa tornarvi utile a comprendere e rendere piu familiari questi aspetti tecnici e costruttivi.
Continuerò a parlarvi di questo argomento nei prossimi articoli e video e nell’attesa vi chiedo; voi a quale aspetto tecnico e/o costruttivo date maggior importanza quando acquistate un artificiale?

Simone HiraMahi Aprile

Simone Aprile, classe '87, è un pescatore sportivo ed amante del mare. Appassionato di fotografia, artigianato e fai da te. Nel 2013 crea "Shore Jigging Italia", progetto che verrà assorbito nel 2018 da "HiraMahi". Ha creato "HiraMahi.it" per raccontare se stesso, le sue passioni e le sue attività.

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